Monti rilancia la grande coalizione. Berlusconi: "Dal prof. mascalzonate"
“Ho sempre avuto – ha detto il premier uscente – la visione che per risolvere i gravissimi problemi dell'Italia serva un consenso piuttosto largo. Per questo mi sono dichiarato spesso a favore di grandi coalizioni, anche quando era quasi una bestemmia dirlo. Credo perciò che uno spirito di larga condivisione di un progetto-Paese sia una cosa giusta ed efficace e può darsi che condividere alcune importanti cariche istituzionali giovi da questo punto di vista". Berlusconi: "I conti dell'Italia nel novembre 2011 erano a posto. E' stata una mascalzonata di Monti dire che eravamo sull'orlo del baratro".
20 AGO 20

"Prodi è una persona che ha tantissimi titoli per poter aspirare a quella carica. Ma mi piace molto l'idea di avere una presidente donna di sui si parla da anni. Nomi? Non ne faccio". Così, intervistato dal Messaggero, Mario Monti esprime la sua opinione sul prossimo presidente della Repubblica. “Ho sempre avuto – afferma tra l'altro il premier uscente – la visione che per risolvere i gravissimi problemi dell'Italia serva un consenso piuttosto largo. Per questo mi sono dichiarato spesso a favore di grandi coalizioni, anche quando era quasi una bestemmia dirlo. Credo perciò che uno spirito di larga condivisione di un progetto-Paese sia una cosa giusta ed efficace e può darsi che condividere alcune importanti cariche istituzionali giovi da questo punto di vista". "Il Paese – osserva Monti – è più governabile di quanto si creda: nel novembre del 2011 sembrava ingovernabile, invece è stato governato. E bene, credo". Per quel che riguarda Bersani, secondo Monti "ha fatto esperienze di governo, magari non molte esperienze internazionali finora. Ma, se toccherà a lui, saprà assumersi le sue responsabilità. Oggi però governare l'Italia non significa governare a Roma, significa prendere decisioni a Roma e avere infulenza a Bruxelles in sede di Unione europea". Infine, Monti esclude l'ipotesi di una manovra correttiva: "non è necessaria", dice.
"I conti dell'Italia nel novembre 2011 erano a posto. E' stata una mascalzonata di Monti dire che eravamo sull'orlo del baratro. La causa principale fu il tradimento di Fini il 14 dicembre 2010. Per fortuna che trovammo altri deputati, i responsabili, che ci consentì di andare avanti per un altro anno, fino a che altri otto deputati furono conquistati dalla sinistra". Lo ha detto Silvio Berlusconi, intervistato da Rainews 24. ''E' impensabile – ha detto tra l'altro Berlusconi – che Roberto Maroni faccia uno sgarbo nei confronti del Pdl. Siamo amici da anni e abbiamo sempre avuto un rapporto costruttivo e leale. Non c'è possibilità di distinguo tra noi e la Lega sul governo. Ho solo spiegato che, se ci fosse un divorzio in sede nazionale, la stessa cosa avverrebbe al Nord nei governi regionali. Ma questa cosa in realtà non esiste perché ho risposto solo a chi mi poneva delle domande maliziose''. Infine, per quel che riguarda Grillo, il Cavaliere ha detto di aver "scoperto che quella sui candidati scelti con curricula online è una menzogna perché i suoi candidati provengono dalla sinistra estrema, dai centri sociali e dai comitati No Tav" che porterebbero a una "balcanizzazione del Parlamento".